Il restauro effettivo

L'interesse della Soprintendenza nei confronti dei risultati ottenuti dal Progetto Mantegna e il generoso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo hanno permesso, dopo molti anni, la ripresa del lavoro di ricomposizione in termini reali. Nella primavera del 2006 è stato inaugurato presso alcuni locali appositamente attrezzati in Palazzo del Monte di Pietà, sede della Fondazione, un laboratorio di restauro con l'obiettivo di restituire quanto oggi possibile della parete con le Storie di san Cristoforo (parete destra o sud), di cui 2 scene sono sopravvissute al crollo grazie ad uno stacco ottocentesco (Martirio di san Cristoforo e Trasporto del suo corpo decapitato) e altre due sono state già soggette a ricomposizione presso l'Istituto Centrale del Restauro (Congedo di san Cristoforo dal re e San Cristoforo traghetta Gesù Bambino). I risultati del complesso progetto, redatto e condotto dai restauratori Gianluigi Colalucci, Carlo Giantomassi, Michela Gottardo, Donatella Zari e Daniela Bartoletti, sono stati presentati in occasione dell'apertura della mostra "Andrea Mantegna e Padova 1445-1460" (Padova, Musei Civici degli Eremitani, 16 settembre 2006 - 14 gennaio 2007). Necessariamente in questi mesi il laboratorio del Progetto Mantegna ha assunto un ruolo di collaborazione con il cantiere. Sono stati innanzitutto approntati gli strumenti necessari affinché i restauratori potessero accedere in maniera semplificata ai dati informatici elaborati dal 2001. A tale scopo è stata creata una base di dati di facile consultazione contenente tutte le informazioni necessarie alla prima fase di organizzazione dell'estrazione dei frammenti dalle casse e ai successivi avanzamenti della ricomposizione. A maggiore agio dell'operatività del cantiere e in relazione alle esigenze espresse, sono stati inoltre elaborati gli elenchi con le sigle dei frammenti (numero di cassa, lettera identificativa del vassoio, numero progressivo del pezzo) e le rispettive coordinate individuate quali corrette posizioni in riferimento alla superficie della scena di pertinenza. Si è poi proceduto alla creazione dei file per la stampa su carta della mappatura grafica della parete in scala reale, da utilizzare come conferma e guida al posizionamento reale dei frammenti sulle immagini degli affreschi. Complessa si è rivelata la realizzazione dei file per la stampa delle immagini fotografiche Anderson e Alinari in bianco e nero su pannelli di areolam, scelti dai restauratori quali definitivi supporti alle ricomposizioni. Le difficoltà principali hanno riguardato le differenze tra le dimensioni attuali della cappella e quelle della cappella prima del crollo, ricavabili dal confronto tra le fotografie a disposizione e i rilievi architettonici: le fotografie sono state leggermente deformate per ovviare al meglio a queste differenze. Sono state, inoltre, integrate virtualmente tutte quelle parti relative alle cornici dipinte, che costituivano l'intelaiatura prospettica delle scene della parete e che non compaiono nell'insieme delle fotografie realizzate prima del crollo. Al fine di garantire i migliori risultati possibili, si sono avviati inoltre proficui contatti con la ditta stampatrice dei pannelli (Graphic Report). Anche le competenze storico-artistiche maturate dal laboratorio in questi anni sono state messe a disposizione del cantiere in particolare nella fase di ricerca manuale dei frammenti, che si è svolta in riferimento all'esperienza e ai risultati maturati nel lavoro di ricerca per l'anastilosi informatica. Anche in questa fase l'elaboratore elettronico, con le sue eccezionali possibilità di ingrandimento e confronto, è stato uno strumento fondamentale. Analogamente è stato preparato il materiale per i sei pannelli ideati per la mostra "Mantegna e Padova 1445-1460" ed eseguiti dagli stessi restauratori contemporaneamente alla restituzione della parete sud. Essi propongono la restituzione di alcuni particolari di pitture provenienti dalla parete sinistra e dalla tribuna absidale della cappella Ovetari, quali esempi della pittura di Nicolò Pizolo e Andrea Mantegna. Per il procedimento adottato dai restauratori e le varie fasi dell'intervento si rimanda al saggio di G. Colalucci e C. Giantomassi I lavori di ricostruzione degli affreschi della cappella Ovetari , pp. 295-297) nel volume Andrea Mantegna e i Maestri della Cappella degli Ovetari , edito nel settembre 2006 a cura di A. De Nicolò Salmazo, A.M. Spiazzi e D. Toniolo.

Un pannello restaurato dall'ICR nel dopoguerra

Un nuovo pannello ricostruito

Una scena restaurata

Scorcio della Cappella Ovetari